Seguimi su Twitter

tuttojuve

Tutte le notizie del sito di cui Massimo Pavan è Vicedirettore

sabato 5 giugno 2010

IL PRESAGIO..."ANTI-INTER E GIRAUDO"

In un'intervista a "Il Giornale", l'ex Mister Zaccheroni non si è trattenuto e ha raccontato alcune cose molto interessanti, utili, insieme alle parole di Ciro Ferrara della scorsa settimana per il nuovo arrivato, Mister Delneri, che agli inizi di luglio dovrà affrontare l'avventura bianconera.
Zaccheroni, parla di Mourinho, definendolo un ottimo motivatore anche se "tatticamente vale poco". Parla della squadra, dicendo che le troppe partite in pochi giornni e gli infortunati hanno influito.
Infine la parole più interessanti su Del Piero "Lui non ha più la forza di prima ma resta l’unico che la mette dentro. L’ho usato con parsimonia, lo sostituivo, lo mettevo in panchina, mi ha sempre seguito. Non ha più i novanta minuti ma resta il migliore.
Bhe dovrebbero far pensare queste parole, Del Piero, usato con parsimonia e unico che la mette dentro. In un certo senso si preannuncerebbe un ruolo di Del Piero da quarta punta, utile a entrare e decidere le partite, sempre se Alex sarà d'accordo. Contemporaneamente, si segnala la mancanza di bomber e uno come Dzeko servirebbe..... certo che servirebbe...
Infine interessanti le parole sugli altri componenti della rosa:
«Ero benvoluto da tutti, sapevano in quali condizioni lavoravo. Blanc è sottostimato eppure aveva messo in piedi una squadra di grande qualità. Felipe Melo eccezionale, negli allenamenti nell’uno contro uno nessuno voleva marcarlo, ha una forza fisica atomica, Sissoko ne ha passate di tutti i colori, ha vissuto un dramma, lasciamo perdere, è finita che si è dovuto far carico dei sei fratelli minori della moglie, psicologicamente era distrutto. Buffon mi aveva proposto per la nazionale, Diego un fuoriclasse che non è riuscito ad adattarsi. Andrà via. Quando Del Neri arrivò al Porto disse: “Diego? Grande talento ma con me non gioca”»..
Le parole di stima per Felipe Melo e Sissoko sono di buon auspicio, invece per Diego, purtroppo sembra vedere una sorte segnata, anche se... credo che ce ne pentiremo.. visto quanto ha detto Ferrara prima e Zaccheroni poi.
Da segnalare le parole su un giocatore che non si era messo a disposizione dell'allentore...di cui non si fa il nome...in un certo senso dico giustamente.
E poi la bomba finale sul futuro...
«La Juventus sta facendo una grossa squadra. Anche perché Giraudo, sebbene da Londra, continua a gestire il patrimonio di Agnelli (Umberto Agnelli, padre di Andrea). La Juve sarà l’antagonista principale dell’Inter».

Eh si... queste ultime parole sono forse quelle che potrebbero dare maggiore entusiasmo ai nostalgici. Certi nomi (Giraudo), evocano dei tempi belli. Non importa se alcuni lo associano a Calciopoli, per la maggioranza dei tifosi quel nome vuole dire gestione oculata e vittorie. Zaccheroni dice che la Juve sarà l'anti-Inter, a noi piacerebbe il profilo basso, invece, visto i nefasti presagi del passato. Meglio i fari spenti e tanti acquisti di prospettiva... anche se certi nomi non possono che evocare nei nostalgici pensieri di vittorie e purtroppo, guardando la realtà un processo che non riesce a dare risposte convincenti a nessuno.

Leggi tutta l'intervista da il "Il Giornale"

«Uguali ma poi diversi, lui ha sempre bisogno di trovare un nemico, se non lo trova all’esterno, lo cerca all’interno e offende, questo non mi piace. Tatticamente vale poco, mandai dei tecnici a studiarlo a Riscone, nel ritiro atesino dell’Inter. Tutte le sere mi chiamavano e mi dicevano: “Mister, ce ne andiamo, qui non si impara niente”. Quando ha detto che l’Inter avrebbe vinto anche senza di lui ho capito che se ne sarebbe andato. Ma a Madrid farà bene, nessuno come lui sa motivare i giocatori, sfrutta il patrimonio della società, la felicità di ogni presidente».
Lui se n’è andato, lei…
«Non mi sarei riconfermato neppure io senza il quarto posto. Eppure era già tutto fatto, mi chiedevano di rinnovare, dicevo che non avevo tempo, troppi impegni, 14 partite in 42 giorni e più della metà dei giocatori infortunati o reduci da infortuni».
Com’è finita?
«La svolta a Siena, 3-0 dopo pochi minuti, poi Grygera si perde Maccarone e c’è il crollo, andiamo a Londra e succede il disastro contro il Fulham. In una squadra ci vuole qualità, e c’era, gambe, e non c’erano, testa, e quella dopo Siena non c’era più. Eravamo lì senza Iaquinta, Amauri, Buffon, Chiellini, Sissoko, Marchisio e forse ne dimentico qualcuno, quel Fulham era poco. Il primo tempo era sempre ottimo, nel secondo sparivamo. E meno male che c’era Del Piero».
Ma come?
«Lui non ha più la forza di prima ma resta l’unico che la mette dentro. L’ho usato con parsimonia, lo sostituivo, lo mettevo in panchina, mi ha sempre seguito. Non ha più i novanta minuti ma resta il migliore. E con lui mai una incomprensione, neppure quella volta del cambio con Marchisio che poi non feci, scrissero che era come Totti, decideva lui al posto dell’allenatore. Ma anche in quella occasione avevamo avuto la stessa intuizione».
E con gli altri?
«Ero benvoluto da tutti, sapevano in quali condizioni lavoravo. Blanc è sottostimato eppure aveva messo in piedi una squadra di grande qualità. Felipe Melo eccezionale, negli allenamenti nell’uno contro uno nessuno voleva marcarlo, ha una forza fisica atomica, Sissoko ne ha passate di tutti i colori, ha vissuto un dramma, lasciamo perdere, è finita che si è dovuto far carico dei sei fratelli minori della moglie, psicologicamente era distrutto. Buffon mi aveva proposto per la nazionale, Diego un fuoriclasse che non è riuscito ad adattarsi. Andrà via. Quando Del Neri arrivò al Porto disse: “Diego? Grande talento ma con me non gioca”».
Tutti con l’allenatore…
«Tranne uno. Venne da me e mi disse: Mister, io sono qui ma non conti su di me».
Adesso?
«La Juventus sta facendo una grossa squadra. Anche perché Giraudo, sebbene da Londra, continua a gestire il patrimonio di Agnelli (Umberto, padre del presidente bianconero Andrea - ndr). La Juve sarà l’antagonista principale dell’Inter».
Arriva Benitez, Moratti non sembra molto convinto…
«Non era convinto neppure di Mancini e Mourinho. Mi ha sempre detto che il suo allenatore preferito è Capello, ma lui un club non lo vuole più allenare, lo convincerebbero solo i soldi, Moratti potrebbe riuscirci. Mihajlovic era una scelta, tatticamente è cresciuto molto, alla Fiorentina si completerà, era già un allenatore in campo, prima o poi allenerà l’Inter».
E lei?
«In Italia dopo il Milan non ho mai avuto la possibilità di avere una squadra dall’inizio del campionato, magari adesso mi chiamano prima che inizi».
E all’estero…
«Ero del Real Madrid sotto la presidenza di Lorenzo Sanz, dissi di no perché c’era stata una stretta di mano con Moratti. Poi non andai né a Madrid né all’Inter. Ero già dello Zenit, Advocaat aveva preso l’impegno come ct dell’Australia, all’ultimo momento pagò la penale e tornò a San Pietroburgo. Magari adesso gli arabi mi chiamano anche se il sogno è allenare il Barcellona. Mica male, no?».

3 commenti:

  1. sarebbe bello sapere chi era quello che disse "non conti su di me" e perchè... potrei indovinarlo pensando a chi avrebbe avuto interesse a restare con Ferrara, ma non saprei... Piuttosto, a sentire Zac, Blanc non è un fesso e la squadra che si stava costruendo era ottima... Peccato che il clima psicologico, la forza mentale del gruppo te la dovrebbe dare la società, quando non i risultati del campo, e qui casca l'asino: J. Elkan "pretendeva" di avere una squadra vincente nella testa senza avere dirigenti in grado di spiegare ai nuovi arrivati cos'è la Juve, come faceva Boniperti e come facevano in qualche modo la determinazione e le facce di Moggi e Giraudo (e Bettega): Blanc ha solo un caratteraccio e completa inesperienza di queste cose... già che veniva dal Tennis...

    RispondiElimina
  2. Quanto ci pentiremo di aver dato via Diego e Giovinco...

    RispondiElimina
  3. intervista belle e non banale, come quella di Ferrara del resto... Penso che il giocatore che non si mise a disposizione sia camoranesi

    RispondiElimina